Il Vangelo della quarta domenica di Quaresimi ci pone sempre davanti alla storia del cieco nato che diventa per noi oggi una vicenda che ci aiuta a riflettere su diversi aspetti che toccano la nostra vita spirituale.
Un aspetto mi sembra quello che ci ricorda come la vita non è una linea continua come qualcosa di già tracciato e preordinato. Nella storia del cieco nato, tutto andava in quella direzione. “E’ così fin dalla nascita. E’ nato cieco”. A volte vediamo le cose come se fossero la perenne continuazione di quello già successo, come se niente e nessuno possa cambiare il corso della vita.
Questo grande miracolo di Gesù è invece qui ancora una volta a testimoniarci che, toccati dall’incontro con Lui, la vita può prendere una direzione nuova, verso sentieri di vita buona e bella, fino a prima impensati.
La gente vedendo il cieco risanato da Gesù  addirittura non crede che sia lui, vede ancora come impossibile un cambiamento così forte.
Forse non vediamo tanti cambiamenti nella società, ma anche nelle nostre parrocchie o addirittura in noi stessi, perché ci manca il coraggio della fede che riconosce che tutto è possibile in chi crede in Gesù Cristo.
Il cambiamento è frutto di un lasciarci incontrare e sanare da Lui, di un lasciarci stupire dall’incontro con Lui. Non bastano le nostre pur importanti forze animate da buona volontà. L’azione del miracolo è quella di Gesù che mette del fango sugli occhi del cieco nato ma anche da parte dell’uomo c’è la fiducia che Gesù possa risanarlo, c’è la fiducia che recandosi a lavarsi alla piscina di Siloe, il miracolo si compia. C’è una fiducia in Gesù che quest’uomo ci insegna a recuperare e a far crescere in Colui che tutto può.
Il cammino di Quaresima è una chiamata a rinnovare questa fiducia nel Figlio di Dio. Condotti nel deserto della vita come Gesù, dopo aver sostato al pozzo dell’acqua viva come la samaritana, dopo essere rimasti fedeli alla Parola che conduce alla libertà, eccoci invitati a metterci questa domenica nei panni del cieco nato per sentire che la nostra vita può avere la sua svolta di bene, la sua apertura degli occhi.
Lasciamo fare a Gesù come il cieco nato si è fidato di Lui, permettiamo a Dio di toccare le parti “malate” della nostra esistenza perché siano risanate e la nostra vita sia capace di vedere con occhi nuovi.

Don Andrea
 
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