Cos’è e come funziona l’8xmille

L’8xmille è lo strumento per scegliere a chi destinare parte delle tasse già versate. Infatti ogni anno i contribuenti hanno la possibilità di scegliere di destinare una percentuale dell’intero gettito IRPEF alla Chiesa cattolica e ad altre istituzioni religiose per scopi religiosi, caritativi, assistenziali, umanitari o allo Stato per scopi umanitari e sociali. Quando si firma non si paga un euro in più. Chi firma decide a chi devolvere l’8xmille, cioè una quota del totale delle tasse già pagate da tutti i contribuenti. Se non si firma, lo Stato assegna i fondi in base alle scelte di chi ha firmato.


L’8xmille non è una tassa in più, quindi… Chi firma per l’8xmille non spende soldi in più: dichiara come vuole sia impiegata una piccola parte delle tasse comunque già versate allo Stato da tutti i contribuenti.


L’8xmille, poi, non è un privilegio della Chiesa cattolica, perché essa non è l’unica realtà a cui si può destinare l’8xmille: oltre allo Stato, ogni confessione religiosa può richiedere di aderire a questo meccanismo.


Inoltre l’8xmille non serve ad accumulare ricchezza, poiché le risorse destinate ogni anno sono totalmente spese per accogliere le persone, ridare loro dignità, collaborare alla missione dei sacerdoti.


Dopo la revisione del Concordato nel 1984 (e la legge 222 del 1985), infatti, non è più lo Stato italiano a farsi carico del sostentamento dei sacerdoti, ma siamo tutti noi, attraverso la firma per l’8xmille alla Chiesa cattolica e le Offerte deducibili.


Nel 2024 per coprire il fabbisogno dei circa 31.000 sacerdoti delle nostre diocesi sono serviti 522,3 milioni di euro.


L’obolo offerto durante la messa va nella cassa parrocchiale, dalla quale ogni parroco può trattenere per sé circa 7 centesimi e il vicario parrocchiale poco più di 3 centesimi al mese per ogni abitante della sua parrocchia (la cosiddetta quota capitaria). Quando però si è in Comunità Pastorale, come noi, la quota si dimezza.


Ma oltre 10.000 delle 25.500 parrocchie italiane hanno in media solo 1.000 abitanti e quindi in queste i parroci dispongono al massimo di circa 70 euro al mese. Ecco perché sono necessari i fondi dell’8xmille e le Offerte deducibili.


QUANTO RICEVE MENSILMENTE UN SACERDOTE?

Ad ogni sacerdote viene assicurata una remunerazione complessiva per 12 mensilità, che può andare da un minimo di 987,13 euro a un massimo di 1.625,49 euro netti, per un Vescovo in prossimità della pensione.

L’invito che rivolgiamo è quello di firmare l’8 per mille alla Chiesa Cattolica.

A nessuno costa nulla, ma può fare tanto.


DA DOVE ARRIVANO LE RISORSE PER I SACERDOTI?

  • 15,9% STIPENDI PROPRI (insegnamento della Religione Cattolica)
  • 68,8% 8XMILLE
  • 7% PARROCCHIE
  • 6,8% RENDITE di ISTITUTI DIOCESANI
  • 1,5% OFFERTE DEDUCIBILI


(da 8xmille.it)