Dalla presenza visibile di Cristo alla vita nello Spirito: nasce il cammino della Chiesa.

La festa dell'Ascensione, è celebrata quaranta giorni dopo la Pasqua e segna la conclusione della presenza visibile di Gesù sulla Terra e il suo ritorno al Padre. Possiamo anche dire che simboleggia l'ingresso della natura umana nella gloria divina, o meglio mostra con ancora più chiarezza ai discepoli che egli è davvero Figlio di Dio e Dio Lui stesso. Essa è, poi, il passaggio a una diversa forma di presenza del Signore Gesù nella Sua Chiesa, non più fisica ma attraverso l’azione dello Spirito, dando inizio alla missione della Chiesa. Possiamo giustamente dire che questo giorno segna l’inizio del cammino della Chiesa come la conosciamo oggi. L’Ascensione, poi è anche il punto d'arrivo del ministero terreno di Gesù, che sale al cielo come propria scelta e in obbedienza totale al Padre, diversamente da Maria Santissima che viene assunta in cielo in anima e corpo, perché una discepola così fedele non poteva restare nel sepolcro.


Gesù, però, ascendendo al cielo, non abbandona gli apostoli, ma inizia un nuovo tipo di rapporto colmo della sua presenza, non più tangibile, ma profonda, attraverso l’azione dello Spirito Santo che sarà mandato da lì a pochi giorni e che da quel momento sarà sempre presente nella Sua Chiesa soprattutto nei sacramenti.


La cosa che sicuramente fa riflettere è il fatto che lo Spirito non viene mandato subito sugli apostoli quel giorno, ma viene loro chiesto di prepararsi a questo avvenimento, quasi che, nonostante il loro cammino insieme con Gesù, nonostante il loro averlo visto morire e poi averlo visto risorto, non fosse sufficiente per avere il cuore pronto ad ospitare Colui che riempirà della sua presenza i cuori di tutti i discepoli per tutto il tempo della Storia. Ovviamente di tutti i discepoli che saranno stati disposti a fare spazio allo Spirito Santo nel proprio cuore.


La festa dell’Ascensione cade di giovedì, ma la riforma di S. Paolo VI che aveva nel 1976 spostato alcune festività alla domenica, ci permetterà di poter celebrarla domenica 17 maggio.


Celebriamo con profondità il momento in cui la Chiesa comincia a camminare fidandosi della presenza del nostro Dio, Trinità d’amore, in maniera differente da prima, ma mai distante.


Infatti, quando diciamo che non sentiamo Dio vicino, è perché, forse, abbiamo noi il cuore chiuso alla presenza dello Spirito.


Don Vinicio