La Comunione dei Santi ci unisce ai fratelli che vivono nella fede, a quelli che attendono la gioia del Paradiso e a quanti già contemplano Dio.

Quando si celebra la S. Messa nelle domeniche di Quaresima, in rito Ambrosiano, pregando in “Credo” degli Apostoli si termina con “La Comunione dei Santi e la vita eterna. Amen”.


Da sempre la Chiesa crede che i Cristiani che camminano sulle strade della vita in questo mondo, i defunti che sono in attesa di purificazione per entrare nella vita beata e coloro che godono già della gioia del Paradiso formino la Comunione dei Santi.


Per questo motivo da ormai molti secoli le due giornate di Ognissanti e la Commemorazione dei Defunti sono considerate quasi un tutt’uno, un’unica festa.


In questi giorni i discepoli di Gesù sono invitati a guardare alla vita dei Santi, comprendendo che non sono stati superuomini o superdonne, ma solo persone che hanno saputo mettere al primo posto della propria vita il Signore Gesù, mettendo tutto il resto, anche la propria stessa vita, come i martiri, dal secondo posto in poi; “persone che non hanno fatto cose straordinarie, ma hanno fatto in modo straordinario le cose di tutti i giorni”, come diceva Santa Teresina.


Guardare alla loro vita per cercare di essere come loro, persone anche peccatrici, ma convinte di essere peccatori perdonati e, quindi, amati da Dio senza riserve. E per questo, a propria volta capaci di amare.


Ma poi, sempre in questi giorni, i discepoli di Gesù sono chiamati a vivere la preghiera di suffragio per le anime dei defunti che sono ancora in attesa di entrare nella visione beata di Dio. Perché all’incontro con Dio “faccia a faccia” occorre prepararsi. Liberare la mente ed il cuore da quanto li appesantisce, liberarsi da egoismi e falsità che hanno abitato nell’anima, fare spazio solo a Lui e abbandonarsi fiduciosamente nelle sue mani. E, magari, come diceva il Card. Biffi, “dinanzi a Dio che mostra i peccati compiuti e le azioni di bene non fatte, diventare tanto rossi di vergogna, come dinanzi a papà o mamma quando scoprono che si è combinato qualcosa di non giusto”.


Una delle cose che mi viene spesso in mente quando arrivano questi giorni è un ricordo di una preghiera imparata da bambino: “Anime sante e anime purganti, pregate per noi che ricorriamo a voi”. Da qui sorge la devozione alle Anime Dimenticate del Purgatorio, i defunti per cui non prega mai nessuno e la certezza della potente intercessione che loro e i Santi che sono in Paradiso possano mettere in atto per tutti e per ciascuno dei devoti che li pregano.


Una volta, tanto tempo fa, i sacerdoti erano invitati il 2 novembre a celebrare tre SS. Messe, mentre i fedeli erano invitati a parteciparne almeno a due, una pregando per i propri defunti e una per i defunti per cui non prega mai nessuno. Poi, però, è stato tolto il 2 novembre come giorno festivo e questa tradizione è andata un po’ in disuso.


Però nulla ci vieta di pregare per i defunti dimenticati anche fuori da questi giorni.


Essi, che non possono pregare per sé stessi, ma possono pregare per noi, sicuramente intercederanno per tutti. Anche per coloro che li hanno dimenticati.


Don Vinicio


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