La tenerezza di Dio si manifesta nella carità concreta verso i più piccoli
Tra i molti discorsi che il S. Padre ha esposto nel suo viaggio Apostolico in Africa, penso che siano molti gli spunti di riflessione che possiamo portare a casa per la nostra riflessione. Però vorrei condividere con voi alcuni estratti del discorso che il S. Padre, cui va tutta la nostra solidarietà e devozione, ha tenuto nell’orfanotrofio NGUL ZAMBA di Yaondè in Camerun. In questi passi, infatti, il Papa, ha mostrato l’essenza della Chiesa. Inizia dicendo che:
“…Sono molto felice di entrare in questo Orfanotrofio che è diventato per voi la vostra casa. In questo luogo, è innanzitutto il vostro Padre del Cielo che vi accoglie con amore come suoi figli. Egli vuole manifestarvi la sua tenerezza e stringervi al suo cuore, e anch’io desidero farlo, nel suo Nome.”
Cioè afferma che tutto quello che è fatto lì ha la motivazione fondamentale che Dio è Padre di tutti.
E lo dice a bambini orfani, quasi a ricordare a loro che non lo sono… perché hanno un Padre pure loro, che è, inoltre, buono e misericordioso. Continua, poi dicendo:
“Voi formate una vera famiglia e qui incontrate fratelli e sorelle che condividono con voi una storia dolorosa. E in questa famiglia il vostro Fratello maggiore è Gesù! Questa fraternità riunita attorno a Lui vi rende forti, vi aiuta a portare insieme i pesi della vita e vi fa sperimentare la vera gioia”.
Non solo essi, quindi hanno un Padre, ma hanno pure un fratello maggiore che, come sappiamo dai Vangeli, ha sempre avuto una predilezione per i bimbi. Poi continua con un’affermazione che ci dice come la Carità della Chiesa vede tutte le persone:
“In un mondo spesso segnato dall’indifferenza e dall’egoismo, questa casa ci ricorda che siamo tutti custodi dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, e che, nella grande famiglia di Dio, nessuno è mai uno straniero o un dimenticato, per quanto piccolo possa essere”.
Poi ancora si rivolge ai bimbi, dicendo loro che il dolore, le ferite che si portano dentro non possono, non devono far loro temere che non potranno mai liberarsene e li segneranno per tutta la vita, ma li incoraggia a continuare a camminare. Infatti dice loro:
“Siete chiamati a un futuro più grande delle vostre ferite. Siete portatori di una promessa. Perché là dove può esserci miseria, sofferenza o ingiusti-zia, Dio è presente e conosce i vostri volti, vi è vicinissimo”.
Infine conclude con un saluto ed incoraggiamento, mostrando loro che tutto quello che compiono è la modalità concreta della Chiesa di mostrare la tenerezza di Dio:
“Il vostro fedele impegno è una bella testimonianza di amore. Prendendovi cura di questi piccoli bambini, pregustate la gioia promessa dal Signore a chi serve i piccoli (cfr Mt 25,40). La vostra premura ha il volto della misericordia divina. Attraverso di essa e la vostra dedizione, offrite ben più di un sostegno materiale: offrite a questi bambini una presenza, un ascolto, una famiglia, un futuro. Tramite voi si manifesta la tenerezza di Dio, una tenerezza fedele, che non viene meno nelle prove e non delude mai. Vi ringrazio per tutto ciò che fate e vi invito a perseverare con coraggio in questa bella opera intrapresa”.
Preghiamo sempre che Dio protegga e conservi sempre il S. Padre.