Messaggio dell'Arcivescovo per la Giornata della Caritas

Ci sono quelli che seminano stelle.

Percorrono la terra e accendono piccole luci. Abitano nelle tenebre di una storia buia, ma seminano stelle: con le loro opere, con le loro parole, con il loro stile fanno intravedere una luce che resiste all'oscurità e anzi incoraggia la speranza. Gli operatori di Caritas, i volontari, tanta gente di buona volontà in ogni angolo della Diocesi seminano stelle: non risolvono tutti i problemi, soffrono di non fare abbastanza, ma compiono il bene possibile e tengono viva la speranza.


Ci sono anche quelli che spargono polvere.

Percorrono la terra e spengono lo splendore del bene, coprono di polvere e inducono a dimenticare le opere delle persone buone che tengono in piedi il mondo. Seminano polvere su ogni cosa, cioè criticano tutto, insinuano sospetti, lamentano l'inadeguatezza delle prestazioni. Scoraggiano le persone di buona volontà.


Ci sono quelli che seminano stelle e quelli che spargono polvere: sono due modi di comunicare la vita delle nostre comunità e le attività di Caritas.


Ogni azione è anche comunicazione: noi, nella confusione e nel clamore, scegliamo di comunicare così, seminando stelle.


Ci sono quelli che accendono la lampada.

Non lo fanno per attirare l'attenzione sui propri meriti, ma per offrire un servizio di luce ai fratelli e alle sorelle che non vedono la strada da percorrere. Accendono la lampada perché sanno che i poveri hanno certo bisogno di un aiuto per l'alimentazione, il pagamento delle bollette, dell'affitto, delle spese domestiche, ma ancora di più hanno bisogno di vedere il bene e di riconoscere che il bene compiuto per loro è in realtà una luce che illumina tutti ed è un segno per dire che i cristiani sono originali, accendo con la lampada in nome di Cristo.


Ci sono quelli che mettono la lampada sotto il moggio.

Sanno della luce, ma la nascondono. Ritengono che la luce sia una sfacciataggine. Hanno la persuasione che si deve fare il bene, ma nasconderlo. Sono imbarazzati dalla franchezza e dalla sincerità e preferiscono la reticenza e il silenzio. Vogliono dare il buon esempio, ma rifuggono dalla testimonianza che rimanda all'origine del bene, cioè a Gesù, luce del mondo.


Ci sono due modi di prendersi cura dei poveri: quello di accendere la lampada, cioè di far risplendere il bene e dichiarare l'origine dell'opera buona, per una speranza invincibile; e quello di nascondere la lampada sotto il moggio, facendo il bene, ma consentendo al buio di convincere che è sempre notte e di bene non ce n'è.


Noi scegliamo di tenere accesa la lampada per far sapere del bene che seminano gli operatori, i volontari Caritas e tanti uomini e donne di buona volontà. Anche così si fa del bene: facendo sapere quanto bene abiti la terra e dia buone ragioni per sperare.


+ Mario Delpini

Arcivescovo di Milano


© Foto di copertina realizzata con supporto AI da eRreVierRe communication. L’immagine è puramente illustrativa, non rappresenta la reale situazione descritta nell’articolo ed è utilizzata esclusivamente a scopo narrativo e di accompagnamento al testo.