Sono ormai due mesi che la guerra scoppiata in Ucraina sta imperversando e non si intravedono segnali positivi di trattative che aprano spiragli di pace. Vediamo immagini di distruzione e di morte e rischiamo anche una sorta di assuefazione al male e alla morte.

I cristiani e ogni uomo e donna che pensano, si interrogano su tutto questo. Come sia stato possibile, perché non si è potuto e si possa fare qualcosa; come è possibile che si sia ripiombati ancora nel dramma della guerra in Europa. I cristiani si interrogano anche sul senso della guerra, se sia ammissibile, se e in che misura sia legittima. E’ una questione morale che si pone in maniera più stringente quando essa scoppia, e ancor di più quando direttamente o indirettamente si viene coinvolti in un conflitto. La domanda che attraversa la coscienza cristiana è la stessa che aveva attraversato la coscienza dei cristiani nella prima e nella seconda guerra mondiale: è giusto fare la guerra? C’è una guerra che si può dire giusta? Se una mi attacca posso difendermi o anche il difendermi e uccidere l’aggressore non va bene?

Alcuni criteri per una risposta a questi interrogativi per un cristiano sono contenuti nel Catechismo della Chiesa cattolica uscito nel 1992 e nel Compendio del Catechismo uscito nel 2005.

Dal Compendio al nr 483, redatto nella formulazione domanda/risposta, si legge: Quando è moralmente consentito l’uso della forza militare? L’uso della forza militare è moralmente giustificato dalla presenza contemporanea delle seguenti condizioni: certezza di un durevole e grave danno subito; inefficacia di ogni alternativa pacifica; fondate possibilità di successo; assenza di mali peggiori, considerata l’odierna potenza dei mezzi di distruzione.

I criteri che vengono dati poi vanno calati nelle realtà concrete e verificati puntualmente. La questione in Ucraina si fa anche più complicata perché l’aiuto che viene dato può far scaturire una reazione ancor più decisa e belligerante della Russia. Aiutiamo più decisamente l’Ucraina con nostri mezzi o no? Inviamo truppe, aerei o no? Sono domande impegnative, ma prima di questo la domanda è: si sta facendo di tutto per ristabilire la pace? O sono solo le armi a farsi sentire? Che spazi di trattativa ci sono? Perché ancora morti e fino a quando?

L’immagine del card. Kraienski, inviato del Papa in Ucraina, mentre si inginocchia in una fossa comune, è stata davvero forte. Che valore viene dato alla vita umana? Non esiste pezzo di terra che valga una vita umana. Eppure sembra non passare questo valore, in tante persone che vengono persino chiamate “i grandi della terra”.

Chi vuol essere grande, aveva detto Gesù, si faccia piccolo e povero, umile, servo di tutti gli altri. I grandi della terra sono quelli che sono sotto terra e hanno cercato giustizia, difeso la  vita e la propria terra.

Don Andrea
 
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