Il tema scelto dalla diocesi per questo nuovo anno oratoriano che oggi si apre è perfettamente in linea con la proposta pastorale del nostro Arcivescovo: “Propongo quindi di vivere nel prossimo anno pastorale, ma con lo scopo che diventi pratica costante, una particolare attenzione alla preghiera”. 
Sostare con te è l’invito a far si che l’oratorio diventi strumento privilegiato dove poter viver questa sosta assieme a tutte le altre iniziative. 
Vi confido di avere un desiderio: che qualche volta un genitore affacciandosi al cancello dei nostri oratori lo faccia con questa esplicita richiesta: “Don, vorrei che mi aiutassi ad insegnare a mio figlio a pregare, ad incontrare Gesù!” Cosi come sarebbe altrettanto bello che il ricordo che ciascuno di noi adulti avesse dell’oratorio e dell’esperienza in esso vissuta per pochi o tanti anni, potesse essere quella di aver in oratorio incontrato Gesù! 
Spesso invece accade che all’oratorio si richiede anzitutto e solo di organizzare eventi, di impegnare il tempo dei bambini e dei ragazzi con le svariate attrazioni che il mondo di oggi ci propone, di organizzare viaggi fine a se stessi…..insomma occorre fare, fare e poi ancora fare. Ma il compito primario dell’oratorio attraverso tutte le varie proposte è quello anzitutto di propiziare un incontro con il Signore Gesù, che rende la nostra vita bella e significativa e aiuta ogni giovane a scoprire la propria vocazione. Ecco perché l’oratorio non è semplicemente un erogatore di servizi ai quali attingere e dei quali servirsi a proprio piacimento e secondo le proprie comodità. L’oratorio è il luogo dove mettersi in gioco fino in fondo per suscitare cammini di vita secondo il Vangelo, dove essere accolti e valorizzati perché si è figli di Dio e quindi fratelli e sorelle. Perché tutto ciò sia vero e accada occorre una comunità educante di giovani e adulti che siano davvero capaci di sostare con Gesù. Perché, come ricorda il Papa Francesco in “Evangelii Gaudium”: “Occorre sempre coltivare uno spazio interiore che conferisca senso cristiano all’impegno e all’attività” (n.262). Allora chiediamoci: io so stare con Gesù? Come è la mia preghiera? Agli educatori dei preadolescenti, adolescenti, 18enni e giovani in una due giorni insieme di sosta che abbiamo vissuto lo scorso 10 e 11 settembre ho chiesto loro questa cosa: quale è il piccolo passo possibile che io posso e scelgo di fare nella mia vita di preghiera? Estendo a tutti questo invito, grato della testimonianza di tanti di noi che con passione servono la causa dei nostri oratori. Si, perché sono anche io pienamente convinto di ciò che afferma ancora il nostro Arcivescovo nella proposta pastorale: “Non riesco a non pensare che la tristezza, il grigiore, il malcontento possano avere una radice anche nel fatto che preghiamo troppo poco e in modo troppo diverso da come prega Gesù, sempre vivo per intercedere a nostro favore”. 
“Chi sa stare con Gesù, impara a pregare come lui, ad amare come lui, a vedere il mondo con i suoi occhi”. 
Allora ciascuno faccia la sua scelta, ma scelga come progredire almeno un poco nel sostare con Gesù! Grato al Signore per i tanti cammini di vita buona secondo il Vangelo iniziati, proseguiti e che ancora proseguono grazie ai nostri oratori e all’opera e testimonianza di tanti di noi, auguro a ciascuno di fare sempre più esperienza viva del Signore Gesù, che è l’unica cosa che riempie il cuore di gioia. Buona festa dell’oratorio!

Don Simone

 
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