A te, o beato Giuseppe stretti dalla tribolazione
ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio,
insieme con quello della tua santissima Sposa  


La festa di S. Giuseppe di quest’anno cade in un tempo di prova, non solo per noi ma per il mondo intero. E allora il titolo di S. Giuseppe, quello di custode e di protettore della S. Famiglia vorremmo estenderlo e invocarlo a custode e protettore del mondo intero, dell’umanità. 
Di fronte alle preoccupazioni di questi giorni, ai rischi di contagio, S. Giuseppe proteggi e custodisci le nostre famiglie e la famiglia umana. 

L’umanità oggi, in questi giorni ha bisogno di essere protetta. Servono le misure di precauzione, serve rimanere a casa ma serve anche sentirci affidati, sentirci nelle mani di Dio così come S. Giuseppe si è sentito guidato e affidato a Lui. Nel Vangelo proclamato è l’angelo di Dio che lo consiglia e lo guida. Giuseppe si muove perché sente che c’è qualcuno che veglia su di lui, su Maria e sul bambino Gesù.

Nel cammino della vita dovremmo anche noi percepire che c’è questa custodia da parte di Dio, questa forza dal cielo che ci consiglia, ci guida, indirizza le nostre scelte da quelle più piccole a quelle più grandi. S. Giuseppe ci insegna allora a saperci fidare di questa custodia divina.

I nostri antenati hanno dedicato questa chiesetta a S. Giuseppe col titolo di Protettore della buona morte. Oggi questa dedicazione e soprattutto l’intercessione di S. Giuseppe per tutti i morenti vogliamo elevarla a Dio, in particolare per quelli colpiti dal contagio e che sono nell’ombra della morte. Per coloro per cui non c’è più niente da fare, per intercessione di S. Giuseppe dona loro una buona morte.

A evidenziare la dedicazione di questa chiesetta ecco all’interno, a metà chiesa, in alto a sinistra guardando l’altare, un semplice affresco che mostra Giuseppe morente, che giace su un lettino in legno. Il figlio Gesù gli tiene una mano e Maria è ai suoi piedi. Una schiera di angeli si fa vicina al giaciglio pronta ad accompagnarlo in cielo.

Guardando questo affresco in questi giorni ho pensato al dolore dei famigliari delle vittime del contagio, che, oltre al dolore per la morte dei propri cari, si è aggiunto il dolore del non poter essere stati vicini al loro caro nel momento del trapasso. Un dolore a cui si è aggiunto un altro dolore. Guardando a questo affresco ho pensato che comunque accanto al letto dei morenti di questi giorni ci sono stati e ci sono loro: Gesù che tiene loro la mano e Maria che prega su di loro, proprio come è successo per S. Giuseppe.

Sentiamoci vicini con la preghiera a tutti quelli che stanno portando la croce della malattia, a coloro che sono impegnati a combatterla con i mezzi a disposizione, a coloro che hanno perso una persona cara. 

Un pensiero e una preghiera infine anche per Papa Francesco. Oggi ricorre il settimo anno del suo pontificato. Per intercessione di S. Giuseppe il Signore lo sostenga nel suo ministero così importante per i fedeli e tutti gli uomini di buona volontà. 

S. Giuseppe prega per lui e per l’umanità intera.

Don Andrea


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